Quando le canzoni diventano poesia

9 ottobre 2018


Anche per te

Clicca e ascolta la canzone ANCHE PER TE

Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé

Che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te

Che poi entri in chiesa e preghi piano

E intanto pensi al mondo ormai per te così lontano

Per te che di mattina torni a casa tua perché

Per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te

Per te che metti i soldi accanto a lui che dorme

E aggiungi ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne

Anche per te vorrei morire, ed io morir non so

Anche per te darei qualcosa che non ho

E così, e così, e così

Io resto qui

A darle i miei pensieri

A darle quel che ieri

Avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi

Al vento avrebbe detto sì

 

Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi

Lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai

Per te che un errore ti è costato tanto

Che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto

Anche per te vorrei morire, ed io morir non so

Anche per te darei qualcosa che non ho

E così, e così, e così

Io resto qui

A darle i miei pensieri

A darle quel che ieri

Avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi

Al vento avrebbe detto sì

Writer(s): Battisti, Mogol

Il Decalogo del Libro Prestato

10 luglio 2018


Domenico Tramutola, un macchinista delle Ferrovie dello Stato in pensione, appassionato di letteratura; affianca a ogni libro prestato alla figlia Valentina un decalogo con delle istruzioni…

decalogo del libro prestato

© La Repubblica Il decalogo

  1. Il libro non è tuo
  2. E’ mio
  3. Anzi di chiunque voglia crescere
  4. Prima di leggerlo informarsi sull’autore e perché lo ha scritto
  5. Non pieguzzare le pagine
  6. odorarlo per drogarsi
  7. Se è bello leggerlo piano se no finisce
  8. Farlo riposare, l’autore si è stancato a scriverlo
  9. Però ha incassato denaro
  10. In caso di catastrofi salvare prima i libri
  11. Vabbuò, fa com t’ piac’

Buona lettura

MAGICAE

17 giugno 2018


Giacinto è una fata che si sente infelice perché non capisce la ragione della sua esistenza,  come le altre della sua specie ogni giorno osserva la vita della sua sorella umana attraverso una magica sfera di cristallo.

Una notte però la luna si commuove nel vedere la sua creatura soffrire e decide di donarle la possibilità di vivere un giorno da umana.

Giacinto grazie all’incantesimo della Luna viene mandata nel nostro mondo e trasformata in una ragazza.

Nella nostra dimensione, per mezzo di un sortilegio, arriva anche Gramigno, un malefico troll dall’animo crudele che brama da sempre di impossessarsi della sfera di cristallo della fata.

Giacinto si trova per magia nella città di Barcellona insieme al troll, il quale cogliendo l’occasione le ruba il cristallo e scappa.

La fata è rimasta sola in un mondo che conosce appena, ma per fortuna incontra Felix un giovane artista che sogna una vita diversa.

Felix la aiuta a ritrovare la sfera magica che le serve per fare ritorno nel suo mondo, per il volere delle magia i due ragazzi si sono incontrati e si innamoreranno.

È una corsa contro il tempo durante la quale Giacinto sperimenta tutta la gamma delle emozioni umane e vive una tenera storia d’amore.

Alla fine la fata comprende il motivo della sua vita e le emozioni trionferanno.

L’abitudine ai giudizi

13 maggio 2018


Siamo così abituati a pensare di valere qualcosa solo se riceviamo dei consensi da chi pensiamo dovrebbe saperne più di noi.

Abituati! Perché di abitudine si tratta.

Abitudine: abi’tudine/ s. f. [dal lat. habitudo -dĭnis, der. di habĭtus -us «abito»]. – 1.(ant.) Disposizione o costituzione naturale; inclinazione: a. del corpo, dell’animo. sin attitudine, predisposizione, propensione, tendenza. 2.a. Tendenza a ripetere determinati atti e comportamenti, anche con la prep. a: avere, prendere, contrarre, perdere un ’a.; una buona, una cattiva, una pessima a.; fare l’a. a qualche cosa, avvezzarcisi al punto da non avvertirne più la presenza. sin consuetudine (di), (lett.) costumanza (di), costume (di), vezzo (di). b. (filos., giur.) Disposizione stabile, costante modo di essere e di operare.

Quando veniamo al mondo siamo liberi, poi per ogni cosa che facciamo dal momento in cui emettiamo il primo vagito ci viene detto “bravo che mangi” “sei bravo che non piangi” oppure “sei cattivo se fai i capricci”…

E questo si ripete il primo giorno di scuola materna, quando cominciamo a confrontarci con gli altri bambini. Il primo giorno delle elementari dove anche come prendi una penna in mano viene valutato positivamente o negativamente. E via fino all’università e al primo colloquio di lavoro e in ufficio. Perfino quando morirai il prete durante l’omelia dirà “è stata una buona persona, ottimo padre/madre, ottimo marito/moglie…”

L’abitudine al consenso è tatuata nel nostro Dna ed è difficile liberarsene. Non solo non siamo capaci di credere in noi stessi e in quello che facciamo senza essere giudicati. Non concediamo la nostra fiducia a nessuno che non sia stato reso credibile dai famosi giudizi!

So di essere ripetitiva, ma una grande scrittrice a riassunto tutto quello che sto dicendo meglio di me.

Leggete e meditate, ogni tanto c’è bisogno che qualcuno ci ricordi chi siamo e quanto valiamo e quel qualcuno siamo proprio noi stessi!

“La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati. La nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura. È la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa.Ci chiediamo, chi sono io per essere brillante, bellissimo, pieno di talento e favoloso? In realtà, chi sei tu per non esserlo? Sei figlio di dio. Il tuo giocare in piccolo non serve al mondo. Non c’è niente di illuminato a sminuire se stessi in modo che altre persone non si sentano insicure vicino a te. Siamo tutti nati per brillare come fanno i bambini. Siamo nati per manifestare la gloria di Dio che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi, ma in tutti noi. E mentre lasciamo che la nostra luce risplenda, inconsciamente diamo agli altri la possibilità di fare altrettanto.E quando siamo liberati dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.”

Marianne Williamson

I luoghi delle fiabe Disney che esistono davvero

15 aprile 2018


Le fiabe Disney ci hanno sempre trasportato verso castelli incantati, foreste magiche e villaggi sperduti. Ma alcuni di questi posti esistono davvero.

Frozen (2013) – Arandelle, Norvegia

È ispirato al regno di Arandelle, che si trova su un fiordo norvegese della Penisola Scandinava.

La Bella e la Bestia (1991) – Alsazia

Piccolo, grazioso e pieno di fiori, il villaggio di Belle

Il Re Leone (1993) – Serengeti

Il territorio è condiviso da due nazioni, Tanzania e Kenya, ed è il posto migliore per i turisti per ammirare i leoni nel loro habitat naturale.

Aladdin (1992) – Taj Mahal in Agra, India

La Bella Addormentata nel Bosco (1987) – Baviera

Rapunzel (2010) – Mont-Saint Michel, Normandia

Il gobbo di Notre Dame (1997) – Cattedrale di Notre Dame, Parigi

La storia del Gobbo di Notre Dame è ambientata a Parigi e prende ispirazione dell’omonima cattedrale, che si trova nel centro della città.

La Sirenetta (1989) – Castello di Chillon a Veytaux in Svizzera

Biancaneve (1951) – Segovia, Spagna

Le panchine letterarie di Londra

15 aprile 2018


Queste panchine sono state installate a Londra per promuovere la letteratura.

Ogni panchina rappresenta un’opera letteraria dei maggiori autori inglesi e mondiali, decorate da illustratori professionisti  e artisti locali.

ORGLOGLIO E PREGIUDIZIO, Jane Austen

PETER PAN, J.M. Barrie

ALWAYS TRY TO BE A LITTLE KINDER THAN IS NECESSARY, J.M. Barry

MARY POPPINS, P.L. Travers

IL LIBRO DELLA GIUNGLA, Rudyard Kipling

IL SEGRETO DI GREENSHORE, Agatha Christie

L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO, Oscar Wilde

IL DIARIO DI BRIDGET JONES, Helen Fielding

LE AVVENTURE DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE E ATTRAVERSO LO SPECCHIO, Lewis Carroll

“Non credere mai di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eri o avresti potuto essere non fosse altro che ciò che sei stata che sarebbe sembrato loro essere altro.”  Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol Il Fantasy è il nome che comunemente viene dato ad un genere letterario, in generale …

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