E’ una serie televisiva di anime giapponesi, il genere è horror ed è stata creata nel 1968. In Italia è stata trasmessa a partire dal gennaio del 1982, io avevo 3 anni!

Ricordo bene alcuni episodi, quindi suppongo di averli visti più o meno quando già frequentavo le elementari, ho scoperto ultimamente che è stata parzialmente censurata a causa dei contenuti troppo cruenti. A me faceva accapponare la pelle e anche se mi metteva paura, quando mi capitava, continuavo a guardarla.

Ricordo di aver visto la maggior parte delle puntate di pomeriggio, non era uno di quelle serie animate, che seguivo tutti i giorni, ma mi capitava di guardarla volentieri quando facevo zapping. Era un cartone animato che quando lo trovavo, riconoscevo subito, per le musiche e le ambientazioni tetre. Lo guardavo seduta sul divano, con le mani sulla faccia a coprirmi gli occhi, ma lasciavo le dita aperte, perché la curiosità di vedere quello che sarebbe successo era troppa.

Gli episodi erano tutti uguali, cambiavano i mostri, ma la trama era sempre la stessa: Bero incontrava un bambino o una bambina, che aveva bisogno del suo aiuto, con il quale stringeva amicizia, nascondendogli il fatto che era un mostro e non era un essere umano; ad un certo punto la vita del suo nuovo amico veniva messa in pericolo, allora Bero provava ad affrontare la minaccia da solo, ma veniva quasi sempre messo alle strette; in suo aiuto accorrevano Bem e Bera. Il finale era sempre a lieto fine.

I personaggi principali erano tre, quando ero bambina pensavo ingenuamente fossero una famiglia di mostri, composta da una mamma, un papà, e un figlio, che combattevano le forze del male.

C’era Bero, il ragazzo che faceva sempre nuove amicizie. Per essere un piccolo mostro era un tipo molto socievole, forse perché si sentiva solo, o perché era l’unico della sua specie, o semplicemente perché era un bambino e  voleva giocare con altri bambini come lui. Bera, era l’unica donna del gruppo, aveva un atteggiamento più scettico nei confronti del genere umano, ma aveva anche un forte senso di giustizia, era la prima che accorreva ad aiutare Bero nel momento del pericolo, si comportava come una madre attenta e premurosa, che stava vicino a suo figlio e lo aiutava nel momento del bisogno. Bem, era il leader del gruppo, il più forte. Era quello che rimaneva a guardare, e che aspettava di vedere come andava a finire la vicenda, interveniva solo in caso di necessità. Un padre benevolo, che lasciava al figlio la possibilità di sbagliare, ma che quando ce n’era realmente bisogno correva in aiuto del suo bambino.

Questa è una visione forse un po’ troppo semplice della serie, ma quando ero piccola era questo quello che mi arrivava.

Oggi con gli occhi di un adulto, posso affermare, che i tre protagonisti erano in realtà molto più complessi, avevano tutti e tre una grande forza e resistenza e potevano trasformarsi in persone normali. Anche se erano vittime di pregiudizio da parte degli altri, cercavano lo stesso di aiutare i più deboli, forse nella speranza di divenire un giorno anch’essi umani.

Sono strane le cose che ti rimangono impresse da bambina, io non ricordo i mostri che combattevano, o come lo facevano, quello che mi è rimasto, è il senso di unione che mi dava quello strano gruppo di tre inumani, sempre pronti ad aiutarsi l’uno con l’altro.

Per chi volesse approfondire la serie animata, oppure è troppo giovane per poterla ricordare, oggi da quello che so, la può vedere rimasterizzata, e distribuita in Italia in dvd.

di seguito il testo è il link del video dell sigla in italiano.

Bem, il mostro umano (Yokai Ningen Bem)
Di: Scardelletti – Nico Fidenco
Cantata da: Nico Fidenco
Casa discografica: WEA
Durata: 3’39”
Anno: 1981

Notte bianca di spavento,
notte nera di terrore
acqua pioggia neve e vento.
Lampi e tuoni di furore…

Con un rantolo agghiacciante
l’assassino col coltello
squarta e taglia ad ogni istante
chiunque incontra nel castello…

Ma dal mondo dell’orrore
dove il cielo è sempre nero
piomba il figlio del mistero
più veloce del pensiero (del pensiero)…

Arriva Bem nemico del male,
che in bocca tien mille pugnali.

Solo tre dita, due occhi di ghiaccio,
sessanta vipere sopra ogni braccio.
Dell’assassino lui fa un macello,
lo pesta a sangue con un randello.

Notte bianca di spavento,
notte nera di terrore
acqua pioggia neve e vento.
Lampi e tuoni di furore…

S’ode un passo strascicato,
s’ode un colpo di martello
scende a terra l’impiccato.
Dove tocca fa un macello…

Ma dal mondo dell’orrore
dove il cielo è sempre nero

piomba il figlio del mistero
più veloce del pensiero (del pensiero)…

Arriva Bem nemico del male,
che in bocca tien mille pugnali.
Ha squame verdi sopra la pelle,
lingue di fiamme sopra le spalle.
Dell’impiccato lui fa un fagotto,
lo pesta a sangue con un cazzotto.

Notte bianca di spavento,
notte nera di terrore
acqua pioggia neve e vento…
lampi e tuoni di furore…
lampi e tuoni di furore…
lampi e tuoni di furore…

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